Il gigante silenzioso che custodisce duemila anni di storia e sapore
| Nome comune | Majatica |
| Nome dialettale | - |
| Area di produzione | Basilicata: collina materana e valle del Basento, Ferrandina |
| Raccolta | - |
| Caratteristiche | Drupe grandi polpose e di colore scuro, nocciolo piccolo |
| Usi tradizionali | Produzione di olio; infornata |
| Stato | Presidio Slow food – Oliva infornata di Ferrandina |
C’era una volta, tra le colline e le valli di Ferrandina, un albero straordinario, dal tronco possente e dai rami contorti, con foglie argentate che scintillavano al sole: era l’olivo Majatica. Non era un ulivo come gli altri, ma un custode silenzioso di memoria, sapore e storia, testimone di secoli di lavoro e generazioni di uomini.
Nel cuore di un uliveto in località Sant’Antonio Abate, il “Patriarca” si erge ancora maestoso, con una circonferenza di otto metri. I suoi virgulti li puoi trovare nel “Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia” a Roma, ambasciatori di una civiltà agricola bimillenaria.
E non è tutto: proprio attorno a lui, sono stati scoperti i resti di un antico frantoio datato al IV secolo a.C.: c’è la cella olearia costruita con muretti a secco, le presse, una canaletta in pietra che termina in una vaschetta per la decantazione e raccolta dell’olio. Tutti indizi che raccontano di un sistema agricolo complesso, dove il lavoro dei contadini di allora e l’arte della spremitura delle olive si intrecciavano in un rito antico.
Ma la scoperta più magica è stata quella dei “carporesti”di drupe di Olea Europaea fossilizzate, perfettamente conservate, che raccontano la storia millenaria dell’olivo Majatica.
Il Majatica non conosce fretta: cresce lento, nutrendosi della terra e della memoria degli uomini. Sotto i suoi rami, che offrono ombra e protezione, si svolgono le vite degli agricoltori, le raccolte e la produzione dell’olio extravergine, dono prezioso del territorio. Le sue foglie argentate e i suoi frutti verdi, che diventavano neri come la notte, assorbono storie, gesti e profumi, trasformandoli in sapore intenso e olio dal carattere unico.
Oggi, tra le oltre 200.000 piante di Majatica che punteggiano Ferrandina, il Patriarca continua a raccontare la sua storia silenziosa. Chi passeggia tra i suoi rami secolari può percepire un’atmosfera in cui passato e presente s’incontrano.



